In questo momento metà delle nostre pecore, circa 200, sono ancora al pascolo, nell'alta Val Germanasca. In montagna quest'anno la pioggia è scesa tardi, per cui c'era poca erba da mangiare; così fin dalla prima settimana di settembre ne abbiamo portate 200 in pianura, a Buriasco. Là in montagna hanno già partorito almeno 100 pecore. Anche se gli agnellini "ciucciano" anche 15-30 volte al giorno, noi continuiamo a mungere le pecore.
Questo per tanti motivi: - ci sono agnellini che vengono adottati da un'altra pecora (in questi casi la loro mamma rischia la mastite se non allatta, ed ecco che mungendola preveniamo il problema); - ci sono agnellini che prendono poco latte, mentre la mamma ne produce parecchio di più (la mungiamo affinché il latte non stia fermo e non generi la riduzione del flusso). Quando mungiamo le pecore, perché siano particolarmente contente, diamo loro da mangiare un po' di piselli e un po' di mais. Spesso anche gli agnellini seguono la madre alla mungitura, giocano tra loro e, ogni tanto, ne approfittano per succhiare un po' di latte. In natura la pecora ogni 17 giorni circa va in calore per 1 o 2 giorni. Però si possono verificare situazioni diverse, a seconda che le pecore vivano nell'area mediterranea più calda o meno. Dopo alcuni anni di un certo regime pascolivo il gregge adatta il proprio ciclo riproduttivo a quello della disponibilità di cibo. Gli animali che pascolano sempre prendono abitudini più simili a quelle degli animali selvatici.
Silvano Galfione, pastore
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