Con il latte di mucca Cabannina e di capra produciamo, nel nostro caseificio, le tipiche formaggette della Valle Scrivia sia morbide e cremose sia stagionate, e un’ottima ricotta fresca. La vacca Cabannina La razza Cabannina rappresenta l’unico bovino autoctono della Regione Liguria a esclusiva vocazione lattifera. Attualmente se ne contano soltanto 240 capi in tutta la provincia di Genova, unica zona in cui sussistono. Secoli di allevamento in zone collinari e montuose hanno selezionato naturalmente caratteri che rendono la Cabannina una vacca estremamente rustica. Il colore fondamentale del mantello è il castano scuro. La statura è modesta (118-120 cm al garrese), la mole ridotta (4 quintali di peso vivo per le femmine), gli arti sono robusti. La testa è piccola, corta, con occhi scuri, vivaci. I piedi sono forti e ben serrati con unghielli durissimi e scuri. All’inizio della stagione di pascolo gli animali vengono portati nelle zone che non possono essere utilizzate per la costituzione delle scorte invernali di fieno. Più avanti pascolano lungo le rive del fiume Aveto. Ogni giorno, all’imbrunire il bestiame rientra in stalla per la mungitura e vi resta fino alla mattina. Nel periodo invernale l’alimento base è rappresentato dal fieno, integrato con farine di cereali e cruscami. La formaggetta Il formaggio di latte di Cabannina, che per tradizione viene fatto dalle donne di casa, si consuma generalmente dopo 40 giorni di stagionatura. Il latte utilizzato è frutto di due o più mungiture consecutive, e al caseificio di Autra viene lavorato crudo. Il risultato è un formaggio da tavola a latte intero, che si può presentare tenero o duro. Oltre alla formaggetta, con il latte di Cabannina si produce anche una ricotta salata, tipica della zona Avetana, che nel dialetto locale viene denominata “sarassu “.
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