La costruzione del prezzo

Il prezzo è parte integrante del prodotto: a volte parla del prodotto più del prodotto stesso perché ne rappresenta uno degli indici di qualità, bontà e genuinità.

Il Cornale applica un sistema di riconoscimento di giusto prezzo, equo per l'agricoltore e leale verso il consumatore. Ecco come costruiamo il prezzo dei nostri prodotti: 


L'agricoltore calcola il valore del proprio prodotto sulla base dei costi di produzione e di lavorazione sostenuti

Il Cornale aggiunge il ricarico sufficiente per coprire i costi di gestione del servizio.

 

Il prezzo di vendita finale è la somma dei due prezzi precedenti.

 
Per il Cornale la costruzione del prezzo significa riconoscere all’agricoltore il valore del processo di lavorazione che sta dietro al prodotto, considerare le risorse ambientali e animali che si muovono attorno, le persone che ci lavorano, le relazioni che si creano.
Per chi acquista la scelta di pagare un prezzo così calcolato significa consentire agli agricoltori di essere giustamente ricompensati per il lavoro che svolgono, garantire la sopravvivenza della loro attività e della loro famiglia e contemporaneamente promuovere modelli di agricoltura fondati sull’uso sostenibile del territorio e delle risorse.

Il prezzo di vendita finale è solitamente diviso così: 40-60% va al produttore e il restante va a Cascina Cornale.


L’oscillazione della percentuale dipende dalla tipologia di prodotto acquistato: ad es. sulla verdura il produttore riceve il 40% del prezzo di vendita, mentre sui prodotti trasformati il 60%. All’interno della sezione Prodotti potrai trovare quanta percentuale del prezzo finale di ciascun prodotto è conferita al produttore e scoprire chi è e come produce l’azienda agricola dalla quale stai acquistando!

La fatica e la cura dietro 1 kg di fragole


Piercarlo conduce la sua azienda con l’aiuto del padre Giacolino e della mamma Secondina. Oltre alle fragole la famiglia Bordone produce albicocche, susine, mele, pere e uva da vino. Le fragole sono il loro orgoglio e la loro preoccupazione. Fino ad un po’ di tempo fa le lasciavano all’aria aperta ma il gelo le aveva quasi distrutte sebbene ogni sera la signora Secondina coprisse le piantine con un “velo di sposa” (un tessuto leggero che serve per proteggere fiori e coltivazioni dal gelo) mentre figlio e marito si svegliavano di notte per accendere piccoli fuochi e riscaldarle. 




Da poco hanno interrato le piantine in serra e Piercarlo ha cercato anche di trovare qualche altra soluzione per curare le sue fragole. “In terra – ci dice – tra una fila e l’altra abbiamo steso la paglia, così, se le fragole si coricano, non si sporcano e noi lavoriamo con le ginocchia un po’ meno nell’umido”. A partire da agosto, infatti, periodo di semina, fino ad inizio giugno, questi contadini del Roero attraversano i lunghissimi solchi tra una fila di fragole e l’altra due volte al giorno per togliere i getti ed eliminare le foglie secche e infine per raccoglierle. Abbiamo chiesto a Piercarlo di misurarci la sua fatica: 12 serre x 5 file x 25 metri = 1500 metri. 

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